L’Accordo Stato-Regioni 59/CSR del 17 aprile 2025 ha riportato al centro anche il tema della formazione del datore di lavoro. Per le aziende questo significa programmare con attenzione non solo i corsi dei lavoratori, ma anche quelli delle figure che decidono e organizzano.
Il datore di lavoro ha un ruolo che non si esaurisce nella firma dei documenti. Deve assicurare che la formazione sia adeguata, comprensibile, coerente con i rischi e integrata nell’organizzazione.
Perché non rimandare
Le disposizioni transitorie dell’Accordo hanno previsto tempi di adeguamento, ma la pianificazione non dovrebbe essere lasciata all’ultimo mese. Quando un’azienda rimanda, rischia di sovrapporre scadenze, corsi, aggiornamenti e urgenze produttive.
Una buona gestione parte dall’inventario: chi è già formato, chi deve aggiornarsi, quali figure sono state nominate, quali sedi o reparti sono coinvolti e quali cambiamenti organizzativi sono previsti.
Collegare formazione e organizzazione
La formazione del datore di lavoro è più utile quando dialoga con DVR, procedure, organigramma sicurezza, gestione degli appalti, incarichi interni e controllo dell’efficacia.
Non è un corso da isolare. È un momento per rendere più chiaro il sistema: chi fa cosa, con quali strumenti, con quali controlli e con quali evidenze documentali.
Un approccio pratico
Per impostare correttamente il percorso, conviene raccogliere prima le informazioni aziendali essenziali: settore, numero di lavoratori, sedi, ruoli interni, presenza di preposti, lavorazioni particolari e storico formativo.
Da qui si costruisce un piano sostenibile, evitando pacchetti standard che non leggono il lavoro reale.